martedì, 24 giugno 2008

Sicilia: il voto relega la sinistra in un ghetto

SiciliaChissà ora la sinistra cosa s’inventerà per giustificare l’imponente, schiacciante e incontrovertibile sconfitta elettorale rimediata in Sicilia. Nella regione più a sud d’Italia, dopo l’ultima tornata elettorale, non c’è più provincia, città, paese o quartiere che non sia stato conquistato o non abbia premiato il centrodestra. Persino provincie notoriamente più propense ad un voto di sinistra, quali Enna e Caltanissetta, sono passate di mano. Quel che è peggio, però, sono le cifre che hanno determinato un simile tracollo. Sulla sinistra si è abbattuta una vera e propria valanga che ha assunto le sembianze di un vero e proprio dramma. Le cifre parlano chiaro e per definirle non si può usare altro aggettivo che non sia quello di “bulgare”: da una lato, infatti, il centrodestra viaggia su percentuali che si attestano attorno all’80%, mentre dall’altro il centrosinistra addirittura fatica a superare il 20%.
I motivi che hanno portato ad un centrodestra che dovrà anche essere opposizione di se stesso sono tanti, ma tutti riconducibili ad una semplice osservazione: la sinistra, nell’immaginario comune italiano e ancor di più in quello siciliano, viene ormai percepita come una forza non più in grado di affrontare e risolvere i problemi che affliggono da lungo tempo il sistema paese. Il suo rinchiudersi nei salotti radical-chic, dove di tutto si discute tranne dei problemi che maggiormente preoccupano la gente comune, viene inteso come un distacco dalla realtà che addirittura finisce per nuocere al bene di tutti.
Rimanendo nella specificità siciliana, è davvero da ottusi continuare a proporre triti e ritriti schemi di contrapposizione mafia - antimafia quando tutti gli indicatori economici evidenziano un costante allontanamento dell’isola e del Sud dal resto del paese. Come si fa, ancor oggi, ad additare la criminalità organizzata come unica responsabile del mancato sviluppo del Meridione e non rendersi conto che, così facendo, si minano alle fondamenta l’autorità e l’autorevolezza dello Stato? Dire che le infrastrutture, delle quali la Sicilia ha urgente bisogno, non si possono costruire per evitare infiltrazioni mafiose negli appalti è come dire: affamiamo i Siciliani, tutti i Siciliani, sino alla morte così siamo sicuri di sconfiggere la mafia. Questo modo di intendere la realtà è davvero da matti se si pensa che il nostro è un frangente storico che nuovamente vede migliaia di persone, giovani e meno giovani, abbandonare, ogni anno, le proprie città d’origine per andare a cercare luoghi dove vivere una vita più dignitosa.
Stando così le cose non si commette errore se si afferma che il regresso economico e sociale che sta interessando anche la Sicilia abbia avuto la propria genesi nel periodo in cui nell’isola si vaneggiava di presunte “primavere” politiche.
Primavera politica che sembrava arrivata anche a Messina e che invece ha dovuto cedere il passo ad un’estate giunta in anticipo. Il risultato messinese non fa altro che confermare la tendenza a relegare la sinistra in un ghetto. Lo dimostra la performance provinciale, dove per numero di voti il candidato del centrosinistra avrebbe sfigurato anche presentandosi per le circoscrizioni, e la sonora batosta rimediata dal sindaco uscente, nonché segretario regionale del Pd, Francantonio Genovese sconfitto al primo turno da Giuseppe Buzzanca. Per quanto riguarda il primo, si può solo dire che l’arroganza mischiata ad un avvilente immobilismo in politica non pagano. Del resto, se, a poco più di due anni dalla sua elezione a sindaco, i cittadini hanno deciso di non riconfermarlo per tale carica un motivo ci dovrà pure essere; se, nonostante la valanga di quattrini spesi, Genovese non ha ottenuto il risultato sperato, il motivo non può solo essere l’ottusità dei Messinesi che non hanno compreso il suo messaggio. L’aver partecipato alle marce contro il ponte sullo Stretto, non aver aperto becco quando la Camera, nella scorsa legislatura, ne ha di fatto bloccato la costruzione, le continue dichiarazioni contro di esso pronunciate dall’ex ministro Bianchi, che è anche ex consulente della Caronte Tourist, la società di traghettamento privata di cui Genovese è azionista, forse mediaticamente hanno reso un’immagine gravata da un pesante conflitto d’interesse. Rinunciare in modo così clamoroso a dei finanziamenti già stanziati senza nulla chiedere in cambio, avranno sì permesso alla sua società di continuare indisturbata e in regime di monopolio a fornire un sempre più scadente servizio di trasporto sullo Stretto, ma ai Messinesi, che in numero sempre crescente faticano ad arrivare alla fine del mese, non deve essere sembrata una mossa tanto astuta e i risultati si vedono.
Continui pure, quindi, la sinistra a occuparsi di astruse banalità e dei presunti conflitti di interessi altrui, il centrodestra invece dimostri che la fiducia che il popolo gli ha accordato non verrà delusa.

postato da Wallace73 alle ore 15:11 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: politica, sicilia, sinistra, elezioni

martedì, 17 giugno 2008

A Messina si va verso la doppietta

Prende sempre più consistenza l’ipotesi che il Pdl a Messina realizzi una doppietta. Più si procede con lo spoglio delle schede, operazione quanto mai lenta, è più il vantaggio del candidato sindaco del centrodestra, Peppino Buzzanca, si consolida.

Il dato parziale su 186 sez. scrutinate su 254 è il seguente:

BUZZANCA GIUSEPPE CDX 51,35%
D'AMORE FABIO RISORGIMENTO MESSINESE 8,52%
ANSALDO PATTI RIF. COMUNISTA 0,89%
VISICARO SARO ALTERNATIVA IN MOVIMENTO 0,64%
CLEMENTI FILIPPO FORZA NUOVA 0,66%
GENOVESE FRANCANTONIO CSX 37,94%

Per quanto riguarda la Provincia non c’è stata partita. Già dalle prime ore di ieri sera il candidato del centrodestra, Nanni Ricevuto, appariva depositario di uno schiacciante vantaggio rispetto al diretto concorrente del Pd, Paolo Siracurano.

Per la Provincia di Messina su 738 sez. scrutinate su 778 i dati sono i seguenti:

RICEVUTO NANNI CDX 76,01%
LA ROSA SANTI RIF. COMUNISTA 1,63%
SIRACUSANO PAOLO CSX 21,49%
SCALISI GIUSEPPE FORZA NUOVA 0,87%

postato da Wallace73 alle ore 11:44 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: sicilia, elezioni

lunedì, 16 giugno 2008

Messina: i primi dati

Provincia Regionale: 174 sez. scrutinate su 778 sezioni

Nanni Ricevuto (cdx): 78,39%
Paolo Siracusano (csx): 18,45

postato da Wallace73 alle ore 21:53 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: sicilia, elezioni

lunedì, 16 giugno 2008

Sicilia: centrodestra a valanga

Otto province a zero con percentuali che vanno dal 60 al 75%. A Palermo vince Avanti, a Catania Castiglione e a Messina Ricevuto Il centrodestra si aggiudica a larghissima maggioranza le elezioni provinciali in Sicilia: otto province su otto finiscono all'alleanza formata da Pdl, Mpa, Udc e liste locali.

Nonostante siano stati scrutinati circa il 10% dei seggi, la maggioranza per il centrodestra è tale (percentuali oscillanti tra il 60 e il 75%, eccetto la provincia di Enna con il 55%), che il risultato non pare essere in discussione. Nella provincia di Palermo si profila la probabile vittoria di Giovanni Avanti, a Messina netto successo di Nanni Ricevuto, a Catania trionfa Giuseppe Castiglione. Nella provincia di Siracusa vince Nicola Bono, ad Agrigento partita facile per Eugenio D'Orsi, mentre un po' più difficile a Enna per Giuseppe Monaco. A Caltanisetta vince Giuseppe Federico, infine a Trapani si aggiudica il successo Mimmo Turano.

postato da Wallace73 alle ore 21:48 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: sicilia, elezioni

lunedì, 16 giugno 2008

Voto in Sicilia: liveblogging

Amministrative in Sicilia: il candidato del Pdl per la Provincia di Catania verso una larga affermazione (79,65%). A Palermo e Messina comandano Avanti e Ricevuto, entrambi del centrodestra. Nelle segreterie già si festeggia, centrosinistra al tappeto in tutta la regione.
postato da Wallace73 alle ore 21:22 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: sicilia, elezioni

lunedì, 21 aprile 2008

SE CHIRURGIA ESTETICA E FUMO CONTANO PIÙ DELLA REALTÀ…

Non era difficile prevedere la pesante sconfitta del Pd, così come difficile non era prevedere la scomparsa dal Parlamento della sinistra radicale. Chi scrive, su questo blog, aveva già intuito tutto a giugno quando ai “compagni” venne suggerito di divincolarsi il prima possibile dalla stretta mortale di Prodi. Era evidente che il governo guidato dal professore di Scandiano ben presto avrebbe fatto perdere loro credibilità sia come uomini di governo che come leader politici.
Detto fatto. E proprio per questo  non ci convincono le tesi secondo cui la perdita di rappresentanza istituzionale della sinistra-sinistra sia da attribuire ad una legge elettorale sbagliata o al richiamo al voto utile di Veltroni. Queste, semmai, sono delle concause. La pesante sconfitta della sinistra radicale ha ragioni profonde e tutte riconducibili all’assenza di un progetto politico serio e credibile. Una mancanza questa dovuta all’ormai evidente incapacità dei “compagni” di leggere la realtà. C’è di peggio: da qualche tempo essi hanno l’assurda pretesa di plasmare la società secondo un verbo nichilista che spesso e volentieri sfocia in un aggressivo relativismo. Si tratta di una posizione veramente drammatica se si pensa che uno dei pregi ascrivibili a Carlo Marx è proprio quello di aver avuto una spiccata capacità di analisi e comprensione della realtà.
Come si può pretendere che dinnanzi ad una crescente difficoltà delle famiglie ad arrivare a fine mese, si accettino, senza colpo ferire, situazioni nelle quali, in nome di un non meglio definito diritto all’armonizzazione del proprio corpo, onorevoli della Camera dei Deputati si rifanno naso e seno a spese del Servizio Sanitario e per giunta con l’avallo del ministero della Salute? Chi il proprio salario non lo vede aumentare da anni, di sicuro non è contento quando è costretto ad apprendere che la principale preoccupazione dei deputati di Rifondazione è quella di piantare e fumare cannabis alla Camera.
Di fatti come quelli appena descritti se ne potrebbe elencare ancora molti, basti pensare a tutte le problematiche relative all’immigrazione che la sinistra continua ad affrontare con piglio ideologico. Il popolo vuole risposte concrete ai propri bisogni e per questo ha optato per una scelta netta, dimostrando con ciò di essere tutt’altro che stupido.
postato da Wallace73 alle ore 10:53 | Permalink | commenti (2) / commenti (2) (pop-up)
categoria: politica, societa, sinistra, elezioni

martedì, 15 aprile 2008

Scusate per la breve, e non voluta, interruzione

"Il significato sintetico è innanzitutto la vittoria del centrodestra, aumentata ancor di più dalla delusione enorme suscitata dai venti mesi di governo Prodi. In qualche modo è come se gli italiani si fossero pentiti del gravissimo errore commesso due anni fa, dando al fiducia ad una coalizione “scombiccherata” che faceva acqua da tutte le parti, e che in effetti ha fatto disastri. Quindi il primo dato è la nettezza del risultato conseguito da chi propugna i valori della libertà, del liberalesimo, coniugati con una visione cristiana delle cose, con il peso dato al principio di sussidiarietà". (Int. di Roberto Formigoni a Il Sussidiario.net)

postato da Wallace73 alle ore 17:17 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: politica, elezioni

lunedì, 14 aprile 2008

Elezioni Sicilia: un primo commento

Secondo la terza proiezione Consortium per la Rai, la coalizione del centrodestra Pdl-Mpa in Sicilia è avanti rispetto a quella tra il Pd e l'Idv. I primi si affermano con il 51,3% e con questi parziali: Pdl 46,5, Mpa 4,8%. Sul fronte avverso, la coalizione di Veltroni e Di Pietro si assesta al 32% con questi parziali: Pd al 27,9%, Idv al 4,1%. Notevole il risultato dell'Udc all'8,7%, mentre la Sinistra Arcobaleno si ferma al 3%. Destra all'1,8%, Partito socialista allo 0,4%.

Osservando tali dati viene in mente un commento scritto nel maggio 2007, quando ad essere festeggiata fu la vittoria di Cuffaro: "Non è difficile, quindi, ipotizzare che col voto di domenica i palermitani, e i siciliani in generale, abbiano voluto chiudere definitivamente un capitolo nefasto della loro storia e che lo abbiano fatto perché mossi dalla volontà di guardare al proprio futuro con un po' più di speranza e senza avere sul collo il fiato di feroci mozzorecchi interessati più al proprio tornaconto personale che al bene comune".

La storia - se i risultati riportati all'inizio di questo post troveranno conferma - in Sicilia sembra ripetersi. Nonostante la sinistra abbia scelto il meglio che poteva scegliere, ed Anna Finocchiaro nel deserto della sinistra è veramente il meglio, non riesce a scrollarsi di dosso l'immagine di compagine sconclusionata.

Sino a quando la sinistra non cambierà la propria visione sulla Sicilia difficilmente riuscirà a raggiungere risultati diversi da quelli raggiunti negli ultimi anni. Alla lotta alla mafia, così come è stata condotta sino ad oggi, nessuno oramai ci crede più. Forse nemmeno i compagni, ma tant'è. Un consiglio: la lotta alla mafia non è la priorità per la Sicilia, è una delle priorità assieme allo sviluppo economico e sociale. Senza sviluppo, cioè senza dare una vita dignitosa alle persone, è davvero difficile sconfiggere la mafia. Quando capiranno questoper i compagni in Sicilia forse vi potrà essere una nuova primavera.

postato da Wallace73 alle ore 19:45 | Permalink | commenti (2) / commenti (2) (pop-up)
categoria: politica, sicilia, elezioni

lunedì, 14 aprile 2008

Elezioni: un primo commento

17:55. Senato: 11.165 sezioni su 60.048. PdL+Lega 45,5%; Pd+Idv 40,0%; Udc 5,2%; Sa 3,3%; Destra 2,0%, Socialisti 0,8%. (dal sito di Repubblica)

Stando alle prime proiezioni disponibili, per il Senato si può dire che il voto degli italiani è stato un voto fortemente identitario: il buon risultato della Lega, de La Destra e dell'Mpa stanno li a dimostrarlo. Non hanno, gli italiani, una gran voglia di Centro e la famosa rimonta del Pd c'è stata solo nei sogni di Uolter.

postato da Wallace73 alle ore 18:21 | Permalink | commenti (2) / commenti (2) (pop-up)
categoria: politica, elezioni

venerdì, 11 aprile 2008

APPELLO PER UN VOTO CHE SIA RAGIONEVOLE

Angus MacfadyenDella battaglia delle Falkirk, nella versione rivisitata da Mel Gibson in Braveheart, la scena che più rimane impressa è sicuramente quella che vede William Wallace spronare i nobili scozzesi a unirsi ai suoi uomini per dare l’assalto finale all’esercito inglese. I nobili però, corrotti a dovere da Edoardo I e accontentandosi di qualche appezzamento in più, lo abbandonano proprio nel momento decisivo della battaglia decretando di fatto la sconfitta dei ribelli scozzesi. Wallace subisce pure l’onta di scoprire che Robert Bruce, il principale pretendente alla corona del Regno scozzese, non solo è anch’egli corrotto come gli altri nobili ma addirittura si ritrova a combattere tra le fila dell’esercito inglese. Una disfatta tale per cui a nulla varranno le lacrime e la disperazione di Bruce quando nel finale tenterà egli stesso di portare avanti la battaglia di Wallace: la libertà era ormai persa e di certo a essere ricordato come eroe non sarà lui, ma l’uomo che egli aveva tradito.
Per Bruce molto meglio sarebbe stato abbandonare le strategie del padre e seguire ciò che la ragione in quel momento gli suggeriva, ovvero assecondare Wallace nella battaglia contro gli inglesi e conquistare finalmente la libertà per gli scozzesi. Ha preferito abbracciare il progetto ideologico del padre, il quale più che al popolo era attaccato al trono e alla successione di questo.
Un atteggiamento simile a quello tenuto dai nobili scozzesi nei confronti di Wallace, mi pare sia ravvisabile anche in una certa frangia di elettori dell’area di centrodestra. C’è qualcuno che anziché guardare allo sfascio compiuto in tutti i settori dal governo guidato da Romano Prodi, si è fissato nell’analisi di tutto ciò che non va bene nel centrodestra; c’è qualcuno che fissandosi ideologicamente nella difesa di quelli che vengono definiti “valori non in vendita” sta, di fatto, favorendo la parte avversa. Così facendo il risultato che si potrà ottenere magari sarà quello, in odio a Berlusconi, di non permettere una vittoria netta del Pdl, favorendo di fatto l’affermazione del Pd, ma a beneficiarne, sia chiaro, non sarà di certo l’Italia e tanto meno gli italiani.
Ognuno, quindi, si rechi alle urne seguendo la propria coscienza, i cattolici in particolare tengano presenti alcuni punti fondamentali:
1. Come cristiani le urne ci provocano a rendere ragione della nostra fede.
2. Le elezioni rappresentano per noi un’occasione educativa unica, per verificare a che cosa teniamo veramente e per smascherare la possibile ambiguità che sta alla radice di ogni nostra azione.
3. Alla politica non chiediamo la salvezza, bensì la libertas Ecclesiae e la promozione del «bene comune».
4. Per queste ragioni noi accordiamo la nostra preferenza a chi promuove una politica e un assetto dello Stato che favoriscano quella “libertà” e quel “bene”, e che possano perciò sostenere la speranza del futuro, difendendo la vita, la famiglia, la libertà di educare e di realizzare opere che incarnino il desiderio dell’uomo. 
5. Tale scelta, proprio per la contingenza storica in cui si propone, esige di non disperdere il voto, per non aggiungere confusione a confusione. Esige cioè che si metta da parte la ideale battaglia sui "valori" (tutti i valori, anche quelli non in vendita di Casini, senza Cristo diventano semplice moralismo) e si abbracci, invece, la ragione nel suo essere rapporto con il Mistero.
Evitiamo che l’ideologia prevalga sulla verità e sul bene comune, soprattutto evitiamo di ritrovarci nella stessa posizione di Robert Bruce che avrà pure salvato la successione al regno di Scozia, ma ha per sempre perso la dignità e la libertà.

postato da Wallace73 alle ore 17:04 | Permalink | commenti (6) / commenti (6) (pop-up)
categoria: politica, elezioni

La video testimonianza
del dott. Mario Melazzini,
malato di sla

La malattia che mi uccide
mi ha insegnato a vivere

Profilo

Blogger: Wallace73
Io so chi sono.
E tu, invece?


  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


Blogs for Darfur

Italian Blogs for Darfur

Le magnifiche 3 del PDL


Vota Berlusconi - Pdl - Popolo della Libertà

Appello al pres. della Rai

Dal momento che la sua televisione degrada l'ammnistrazione della giustizia penale ad uso demagogigo e politico; vista la tendenza ad eseguire processi sommari, anche in assenza dell'imputato; constatata una evidente e sistematica propensione allo scandalismo diffamatorio in funzione degli ascolti

i sottoscritti firmatari chiedono che il giornalista Michele Santoro sia immediatamente rispedito a Strasburgo, e oltre.

Giuliano Ferrara, Andrea Marcenaro, Annalena Benini, Nicoletta Tiliacos, Stefano Di Michele, Ubaldo Casotto, Daniele Bellasio, Luigi De Biase, Claudio Cerasa, Giorgio Dell'Arti, Christian Rocca, Maurizio Crippa, Cristina Giudici, Sandro Fusina, Carlo Rossella, Lanfranco Pace

Categorie


aborto
adozioni
africa
allam
ambiente
america latina
antisemitismo
anziani
attualità
avvisi
barzellette
benedetto xvi
bioetica
blog
bugie
calcio
carità
cattolici
censura
centrodestra
chiesa
cina
cinema
comicità alle vongole
comunismo
corruzione
cristianesimo
cuba
cultura
cultura della morte
curiosità
darfur
democrazia
dico
difesa della persona
diritti
discorsi cardinalizi
disinformazione
dittatura
donne
droga
e-campagne
e battaglie
economia
editoriale
educazione
elezioni
embrioni
englaro
esteri
etica
europa
eutanasia
eventi
famiglia
family day
fantapolitica
fecondazione
fede
femminismo
film
fisco
fondamentalismo
francia
gay
giornali
giornalismo
giornalismo alle vongole
giustizia
giustizialismo
governo
grandi opere
guerra
i soprano
ideologia
idiozie
infanzia
informazione
ingiustizia
iniziative
integrazione
iscrizione seria a
islam
italia
laicismo
lavoro
legalità
legalizzazione
legge 40 2004
legge finanziaria
liberalizzazioni
libertà
libertà di stampa
libertà religiosa
libri
mafia
magistratura rossa
mass media
massoneria
matrimoni gay
media e politica
medioriente
melazzini
messina
mondiale
morale
moralismo
multiculturalismo
natale
non profit
notizie
occidente
omosessualità
pacs
papa
partito democratico
pedofilia
poesie
politica
politica economica
politica internazionale
politically correct
potere
povertà
prodeide
prodismo
propaganda gay
punto di fuga
quesiti
questione meridionale
ragione
recensioni
referendum
religione
riforme
rivoluzione
ru 486
salute
samizdatonline
sarkozy
satira
scuola
sesso
sicilia
sinistra
societa
società
stamap di regime
storia
sussidiarieta
televisione
terrorismo
tradizione
triariata
turismo
unione
unioni di fatto
varie
veltroni
veltronismo
venezuela
vincino
vita
zoworld

Bottoni

  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder