lunedì, 13 febbraio 2006

VIGNETTE, L'OMBRA DEL DISEGNO POLITICO

Le violenze degli islamici contro l'Occidente nascondono una precisa strategia

di Mario Mauro

L'escalation di violenza innescata nel mondo arabo, dopo la ripubblicazione delle vignette satiriche sul profeta Maometto, cela dietro a sè un intento politico che ricorre ad un uso strumentale della religione e che poco ha a che vedere con lo scontro di civiltà tra occidente ed Islam. Non deve sfuggire infatti che le vignette erano state pubblicate già a settembre da una rivista danese e successivamente ripubblicate a gennaio. Sono passati sei mesi dalla prima pubblicazione. Dobbiamo domandarci perchè il mondo musulmano reagisce solo ora. Assodato che le caricature del profeta fossero in qualche modo offensive del buonsenso e della libertà religiosa, ritengo siano state pretesto per più profonde ragioni politiche.
Le reazioni alle vignette si sono scatenate dopo le elezioni in Palestina e dopo la vittoria di Hamas, quando l'Unione Europea ha detto che gli aiuti all'ANP sarebbero stati subordinati alla cessazione delle violenze di Hamas e al riconoscimento dello stato d?Israele. In questo contesto è stata molto apprezzabile, a livello europeo, la reazione della cancelliera Angela Merkel che ha suggerito e stimolato una presa di posizione collettiva ed unanime dei venticinque stati UE. E proprio una reazione europea in senso stretto è ciò che è mancato completamente, anche a causa di un esecutivo europeo che brilla per grande fragilità. Una Commissione europea debole e un alto rappresentate per la Politica estera comune, Javier Solana, che malgrado l'impegno non gode di grande considerazione.
I paesi arabi che hanno finora reagito in modo violento alla pubblicazione delle vignette e all'atteggiamento irremovibile dei paesi scandinavi hanno interesse a sostenere i gruppi fondamentalisti o a spostare l'attenzione europea dalle proprie politiche. L'Iran, nel mirino dell'Ue per il nucleare, fornisce un esempio lampante di questa strategia.
La vicenda delle vignette va ad intrecciarsi drammaticamente con la morte di Don Andrea, il cui assassino ha detto di essere stato "sconvolto" dalle caricature raffiguranti il Profeta Maometto. Proprio perchè considero che la libertà di parola, di pensiero di espressione del proprio credo religioso non siano sinonimo di libertà di offendere la religione altrui, considero l?uccisione di don Andrea Santoro l'ennesimo dato oggettivo di come essere e vivere da cristiani sia oggi scandalo per chi cristiano non e' e vergogna per chi non ha piu' interesse ad esserlo.
Viviamo in una Europa che assiste immobile al sacrificio dei suoi figli. Non più di due settimane fa in una conferenza stampa a Strasburgo avevo avuto modo di ricordare la drammatica condizione di persecuzione dei cristiani nel mondo, fatti oggetto di tutte le violenze e le strumentalizzazioni possibili. Per questi motivi già alla sessione plenaria prevista a Strasburgo la settimana prossima, verrà votata una risoluzione d'urgenza sull?uccisione di Don Andrea Santoro, messa a punto da Forza Italia. Si tratterà di una condanna ferma degli atti di violenza e di un incoraggiamento a seguire una politica estera veramente comune.
Dobbiamo denunciare un'Europa che si vergogna dei propri figli, parte di una fede grande e nobile, e mi auguro che il sacrificio di Don Andrea serva a destare nel cuore di chi ha responsabilità politiche la forza e il coraggio di decisioni non rinviabili. Porterò ovunque e a qualsiasi livello il grido di coloro che soffrono per la propria fede e l'esigenza della libertà religiosa, unica grande garanzia di tutte le libertà. Difendere la libertà religiosa significa difendere un diritto fondamentale di ogni essere umano, la base per qualsiasi costruzione di pace e di convivenza.

© L'Avanti, 9 febbraio 2006

postato da Wallace73 alle ore 09:31 | Permalink | commenti (4) / commenti (4) (pop-up)
categoria: terrorismo, religione, politica internazionale, islam, democrazia, ideologia, libertĂ  religiosa, fondamentalismo


Commenti
#1   13 Febbraio 2006 - 10:26
 
Credo che Parlamento e Commissione Europea abbiano delle responsabilitĂ  gravissime per l'atteggiamento pavido che stanno assumendo nei confronti dell'Islam fondamentalista. Credo che sia ora di cambiare marcia!
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente CavaliereDiRodi

#2   13 Febbraio 2006 - 12:53
 
lun 13/02 ore 12 ca.Ascolto or ora radio capital (gruppo espresso, repubblica, etc.). Tale marco ansaldo, inviato di repubblica (manco a dirlo) riferisce di divisioni e perplessità nella piccola comunità cristiana di Trebisonda (otto persone,con grande enfasi sul numero, come a dire “stiamo parlando di uno sfigato…”): alcuni sarebbero stati espulsi da don andrea il quale, udite udite avrebbe addirittura picchiato dei bambini.
Altro che fondamentalismo musulmano, il vero nemico è molto ma molto più vicino…


utente anonimo

#3   14 Febbraio 2006 - 08:11
 
detto tra noi, in tutta sinceritĂ : nell'Europa non nutro fiducia. Proprio per niente. E' chiaro il coinvolgimento di Siria e Iran, dietro tutto questo. Ma non faranno nulla.
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente watergate2000

#4   23 Febbraio 2006 - 14:40
 
Dal Die Welt

Europa: il tuo nome è codardia
Pochi giorni fa Henry Broder ha scritto nel “Wel am Sonntag” – Europa : il tuo nome è “appeasement”. Si tratta di una espressione così particolare perché terribilmente vera. L’appeasement costò la vita a milioni di ebrei e non ebrei in Inghilterra ed in Francia, alleate allora, negoziarono ed esitarono troppo a lungo prima di rendersi conto che Hitler doveva essere combattuto, non confinato in un accordo di comodo. L’appeasement ha legittimato e stabilito il Comunismo nell’Unione Sovietica, così nella Germania dell’Est, per proseguire in tutta l’Europa dell’Est dove per decenni, nell’annullamento inumano, governi assassini furono glorificati come alternativa ideologicamente corretta alle altre possibilità. L’appeasement ha inginocchiato l’Europa quando il genocidio divenne effettivo in Kosovo, e sebbene avessimo l’assoluta certezza di ciò che gli assassini stavano realizzando, noi Europei dibattevamo e dibattevano e dibattevamo, e stavamo ancora dibattendo, quando finalmente gli Americani decisero di di darci un taglio, venire in Europa ancora una volta e fare il lavoro per noi. Piuttosto che proteggere la democrazia nel Medio Oriente, l’appeasement Europeo, si nascose dietro la vaga parola “equidistanza” tollerando le bombe suicide dei fondamentalisti palestinesi in Israele. L’appeasement genera una mentalità che ha permesso all’Europa di ignorare le oltre 500.000 vittime delle torture dell’apparato di morte di Saddam, e, motivata dall’autogratificazione del movimento pacifista, è riuscita a porre le proprie relazioni con Geroge Bush al grado più basso…quando era palese che i critici più duri dell’azione americana in Iraq, avevano guadagnato miliardi, no migliaia di miliardi nel corrotto programma “oil for food”. Ed oggi assistiamo ad una forma particolarmente grottesca di appeasement. Come la Germania intende reagire all’escalation di violenze dei fondamentalisti islamici in Olanda ed ovunque nel modo? Suggerendo che dobbiamo concedere loro una “giornata festiva musulmana” in Germania? Credo che stiate scherzando, ma io no. Una parte sostanziale del nostro governo tedesco, e se le urne non mentono di conseguenza, il popolo tedesco, attualmente ritiene che la creazione di una “giornata festiva musulmana” potrebbe in qualche modo proteggerci dalla minaccia dei fanatici islamisti. Può aiutare ricordare l’inglese Neville Chamberlain, quando sbandierando un trattato risibile firmato da Adolf Hitler, dichiarava agli Europei “oggi abbiamo la pace”. Cos’altro deve accadere prima che l’opinione pubblica europea ed i suoi leaders prendano coscienza? C’è una sorta di battaglia nascosta, una battaglia perfida, consistente in attacchi sistematici dei fanatici Islamici, indirizzati contro civili, diretta contro la nostra libertà, verso la società occidentale con l’intento di distruggere la Civiltà Occidentale. E’ un conflitto che durerà probabilmente molto di più di qualsiasi altro grande conflitto militare di quest’ultimo secolo, un conflitto che non può essere disciplinato dalla “tolleranza” e “dall’accomodamento”, segnali che saranno considerati dagli islamici un segno di debolezza. Solo due Presidenti Americani hanno avuto il coraggio necessario per un anti-appeasement: Reagan e Bush. I loro critici americani cavillano sui dettagli, ma noi Europei conosciamo la verità. Lo abbiamo visto in prima battuta: Ronald Regan concluse la guerra fredda, liberando metà dei tedeschi da quasi 50 anni di terrore e schiavitù virtuale. E Bush, sostenuto solo dal Social-democratico Blair, agendo con convinzione morale, ha riconosciuto il pericolo di una guerra islamica contro la democrazia. Il suo posto nella storia sarà valutato dopo molti anni. Allo stesso tempo, l’Europa arretra con carismatica certezza nell’angolo multiculturale, invece di difendere i valori della società liberale ed essere un attraente centro di potere, operando sullo stesso campo delle grandi potenze: America e Cina. Al contrario, noi Europei ci presentiamo, in contrasto con questi arroganti Americani, come i campioni mondiali della tolleranza, che oltremodo (il ministro degli interni) Otto Schily con giustificazione critica. Perché? Perché siamo così moralmente elevati? Ho paura che in realtà sia perché siamo così materialisticamente devoti alla compassione morale. Per le sue scelte, Bush rischia la caduta del dollaro, aumentando il debito pubblico nazionale, attaverso una continua e forte pressione sull’economia Americana, perché diversamente da tutta Europa, egli si rende conto di qual’è il rischio, letteralmente tutto. Mentre noi critichiamo “le ruberie dei baroni capitalisti” d’America, perché sembrano così sicuri delle loro priorità, timidamente difendiamo il nostro sistema sociale. Non toccatecelo. Potrebbe diventare costoso! Piuttosto discutiamo la riduzione a 35 ore della settimana lavorativa, o la nostra copertura assicurativa per le cure dentistiche, o le nostre quattro settimane di vacanza pagata.. o ascoltiamo la TV con i pastori che ci invitano “ stare lontano dai terroristi. Capire e perdonare”. Questi giorni l’Europa mi ricorda una vecchia donna, con le mani tremolanti, la quale nascondendo i suoi ultimi pezzi di gioielleria, si accorge di una rapina nei pressi della casa del vicino. Appeasement? Europa il tuo nome è codardia. Dio benedica l’America. Die Welt (Articolo di Mathias Daphner – CEO dell’A.Springer AG)
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Dal momento che la sua televisione degrada l'ammnistrazione della giustizia penale ad uso demagogigo e politico; vista la tendenza ad eseguire processi sommari, anche in assenza dell'imputato; constatata una evidente e sistematica propensione allo scandalismo diffamatorio in funzione degli ascolti

i sottoscritti firmatari chiedono che il giornalista Michele Santoro sia immediatamente rispedito a Strasburgo, e oltre.

Giuliano Ferrara, Andrea Marcenaro, Annalena Benini, Nicoletta Tiliacos, Stefano Di Michele, Ubaldo Casotto, Daniele Bellasio, Luigi De Biase, Claudio Cerasa, Giorgio Dell'Arti, Christian Rocca, Maurizio Crippa, Cristina Giudici, Sandro Fusina, Carlo Rossella, Lanfranco Pace

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