Le violenze degli islamici contro l'Occidente nascondono una precisa strategia
di Mario Mauro
L'escalation di violenza innescata nel mondo arabo, dopo la ripubblicazione delle vignette satiriche sul profeta Maometto, cela dietro a sè un intento politico che ricorre ad un uso strumentale della religione e che poco ha a che vedere con lo scontro di civiltà tra occidente ed Islam. Non deve sfuggire infatti che le vignette erano state pubblicate già a settembre da una rivista danese e successivamente ripubblicate a gennaio. Sono passati sei mesi dalla prima pubblicazione. Dobbiamo domandarci perchè il mondo musulmano reagisce solo ora. Assodato che le caricature del profeta fossero in qualche modo offensive del buonsenso e della libertà religiosa, ritengo siano state pretesto per più profonde ragioni politiche.
Le reazioni alle vignette si sono scatenate dopo le elezioni in Palestina e dopo la vittoria di Hamas, quando l'Unione Europea ha detto che gli aiuti all'ANP sarebbero stati subordinati alla cessazione delle violenze di Hamas e al riconoscimento dello stato d?Israele. In questo contesto è stata molto apprezzabile, a livello europeo, la reazione della cancelliera Angela Merkel che ha suggerito e stimolato una presa di posizione collettiva ed unanime dei venticinque stati UE. E proprio una reazione europea in senso stretto è ciò che è mancato completamente, anche a causa di un esecutivo europeo che brilla per grande fragilità. Una Commissione europea debole e un alto rappresentate per la Politica estera comune, Javier Solana, che malgrado l'impegno non gode di grande considerazione.
I paesi arabi che hanno finora reagito in modo violento alla pubblicazione delle vignette e all'atteggiamento irremovibile dei paesi scandinavi hanno interesse a sostenere i gruppi fondamentalisti o a spostare l'attenzione europea dalle proprie politiche. L'Iran, nel mirino dell'Ue per il nucleare, fornisce un esempio lampante di questa strategia.
La vicenda delle vignette va ad intrecciarsi drammaticamente con la morte di Don Andrea, il cui assassino ha detto di essere stato "sconvolto" dalle caricature raffiguranti il Profeta Maometto. Proprio perchè considero che la libertà di parola, di pensiero di espressione del proprio credo religioso non siano sinonimo di libertà di offendere la religione altrui, considero l?uccisione di don Andrea Santoro l'ennesimo dato oggettivo di come essere e vivere da cristiani sia oggi scandalo per chi cristiano non e' e vergogna per chi non ha piu' interesse ad esserlo.
Viviamo in una Europa che assiste immobile al sacrificio dei suoi figli. Non più di due settimane fa in una conferenza stampa a Strasburgo avevo avuto modo di ricordare la drammatica condizione di persecuzione dei cristiani nel mondo, fatti oggetto di tutte le violenze e le strumentalizzazioni possibili. Per questi motivi già alla sessione plenaria prevista a Strasburgo la settimana prossima, verrà votata una risoluzione d'urgenza sull?uccisione di Don Andrea Santoro, messa a punto da Forza Italia. Si tratterà di una condanna ferma degli atti di violenza e di un incoraggiamento a seguire una politica estera veramente comune.
Dobbiamo denunciare un'Europa che si vergogna dei propri figli, parte di una fede grande e nobile, e mi auguro che il sacrificio di Don Andrea serva a destare nel cuore di chi ha responsabilità politiche la forza e il coraggio di decisioni non rinviabili. Porterò ovunque e a qualsiasi livello il grido di coloro che soffrono per la propria fede e l'esigenza della libertà religiosa, unica grande garanzia di tutte le libertà. Difendere la libertà religiosa significa difendere un diritto fondamentale di ogni essere umano, la base per qualsiasi costruzione di pace e di convivenza.
© L'Avanti, 9 febbraio 2006
