di M. G.
Di consolante c’è che di solito con l’italiano fa di peggio. Nella versione anglofona, difatti, Tonino Di Pietro si segnala, più che per gli strafalcioni propriamente detti, per una complessiva sciatteria - sia a livello di vocabolario sia di sintassi - che denota, nella migliore delle ipotesi, un lavoro di traduzione eseguito a colpi di Google su un originale italiano già un po’ scricchiolante di suo. Segue l’analisi dell’intemerata, con gli errori gravi segnati in blu e quelli veniali in rosso, come a scuola.
Titolo - «Appeal», usato come sostantivo, non appare la scelta migliore per tradurre il nostro “appello”. Come forma verbale per “fare appello” funziona, ma come nome no. Meglio usare “plead” o un più generico “call”.
Primo paragrafo - E primo strafalcione. «Berlusconi government» è sbagliato. “Government” indica il concetto di esecutivo: governo in senso pratico (esempio: il secondo governo Andreotti) si dice “cabinet”. Discutibile la scelta di «incumbent» a significare “in carica”: meglio sarebbe stato utilizzare “in office” o “in charge”. Alro errore blu: tradurre “cariche di governo” con «government posts» non ha senso (per tacere poi del fatto che le presidenze di Repubblica, Camera e Senato tutto sono fuorché incarichi di governo, ma tant’è). «Chamber of deputies», ancorché certificato da autorevoli fonti internazionali quali Wikipedia, è una scelta bizzarra: in inglese “deputy” significa “vice”, “sostituto”, e usarlo per tradurre ad assonanza “deputato” è qualcosa più che una forzatura. Circoletto blu per «insisted on»: se il verbo “to insist” va costruito su una finale, la preposizione da utilizzare deve essere “upon”. Sorvolando benevolmente su «introduction», si arriva alla faccenda della data. Quel «17 february 2009» è stato palesemente copiaincollato dall’originale, dimenticando che in inglese le date si scrivono col mese per primo e col numero del giorno ordinale e non cardinale: la versione giusta sarebbe pertanto stata “February 17th 2009”. A «Found guilty», da ultimo, andrebbe preferito “declared guilty”.
Secondo paragrafo - «More that» è uno strafalcione da scuola dell’obbligo. La particella comparativa è “than”, con la enne. Nella riga successiva, il «because» andrebbe sostituito con “since” (“visto che”, “dal momento che”). Per il «6 october 2009» vale quanto detto sopra. Errore anche per «remanded for», che andrebbe costruito come “remanded on”.
Terzo paragrafo - Il secondo periodo, ma qui la traduzione c’entra fino ad un certo punto, è da mal di testa. Ancorché formalmente corretta, la locuzione «particularly so soon before they are due...» è orribile.
Quarto paragrafo - Qui va tutto bene. Dal punto di vista dell’inglese. Poi, che Di Pietro ci abbia scritto che in Italia si va verso la dittatura de facto è un problema che un buon vocabolario e qualche ora di ripetizioni difficilmente potranno aiutare a risolvere.
Libero, 10 luglio 2009