Andare oltre il professore di Scandiano per ritrovarsi il suo perfetto clone è come vivere un incubo dal quale riesce difficile uscirne. Uno stato d’animo, quello vissuto dalla sinistra italiana in queste ore, che potrebbe sfociare nella depressione: si consigliano urgenti provvedimenti.
Se da un lato, con Prodi, la sinistra è riuscita a screditarsi definitivamente come forza di governo e come forza riformatrice, almeno nelle componenti dirigenziali che ha espresso sino ad oggi, con Veltroni ha schiantato il Pd già alle prime battute. La “clamorosa rimonta” veltroniana, scandita dall’obamaniano slogan “Yes, we can”, si è conclusa proprio là dove questa è iniziata.
Da anni ormai i “compagni” continuano a presentarsi come il nuovo che avanza e da anni puntualmente non fanno altro che proporre agli italiani la solita minestra riscaldata. Si potrebbe dire che dalle parti della sinistra il nuovo che avanza è il passato che ritorna. La fantastica cornice di Spello, in tal senso, è stata prologo ed epilogo della storia che ha visto il combinato disposto Prodi-Veltroni compiere, in poco più di due anni, ciò che le forze cattoliche, liberali e riformiste italiane stavano tentando di fare almeno dal 18 aprile 1948: realizzare quello che nella foto riportata all’inizio di questo post è perfettamente riassunto nello slogan “Walter santo subito”.